Coronavirus Interviste

Intervista alla prof. Natalia Maraffini

  • Come vive queste giornate a casa?

Da brava “filosofa” e “scienziata sociale” vivo queste giornate come un mistero, un’esperienza tutta da vivere e da analizzare. La mattina lavoro, il pomeriggio cerco di rilassarmi ed elaborare questa situazione, lavoro ancora un po’ e verso sera dopo un po’ di sport e la cena stacco la spina e il più delle volte sento gli amici. Nei momenti di maggior frustrazione o depressione mi vengono in mente idee geniali, come dare strampalati compiti alle mie classi! Ad esempio, ho proposto alla mia terza regionale di creare un blog che si chiamerà “Sport #stareacasaversion”.

Ho fatto un video per i miei studenti in cui racconto la mia routine e li invito a prendere spunto da me.

  • Come riesce a conciliare la famiglia con lo smart working? Vuole raccontarci qualche aneddoto spiritoso?

Ahimè non ho nessun aneddoto strampalato o divertente. Io chiudo la porta e nessuno mi disturba a parte il mio stesso disordine che per fortuna i miei studenti non possono vedere!

  • Considera questo momento come un’opportunità di crescita professionale?

Per me quest’anno sarebbe stato in ogni caso una crescita professionale perché è il mio primo anno di insegnamento. Certamente sto affinando la mia capacità di utilizzare alcune piattaforme e strumenti digitali. Tuttavia non sempre sento di starmi arricchendo, ad esempio ho seguito un corso di due ore decisamente esasperante in cui mi si spiegavano cose molto banali. Mi sono sentita come i miei studenti che non riescono a stare seduti o che provano a mettere lo smalto alle unghie in classe!

  • I suoi studenti sono puntuali e presenti alle lezioni?

Sì, la maggior parte di loro è presente e puntuale, ma nell’attesa dell’arrivo di tutti dedico sempre i primi minuti della lezione a salutarci e raccontarci come va la reclusione. Purtroppo non tutti dispongono degli strumenti necessari per esserci, mi riferisco sia al pc/smartphon sia alla connessione wifi o ai giga. Si tratta di un aspetto che tutti i professori dovranno tenere presente.

  • Cosa apprezza delle lezioni virtuali? Pro e contro.

In questo non vedo quasi nessun pro. Personalmente penso che l’aspetto relazionale sia quello più importante a scuola e questa modalità ci priva proprio di questo. Una delle mie classi tra le più scalmanate ora online sta dando il meglio in fatto di concentrazione, sono molto più attenti, ma non è evitando il “problema” che si trova il modo di affrontare e superare questo aspetto. Si impara a essere concentrati dal vivo e non da soli davanti a uno schermo. Apprezzo il fatto che forse ho scoperto il mio talento da youtubber, ecco il mio canale

  • Ci racconta un aneddoto simpatico accaduto durante le sue lezioni?

Oh certo, alla prima videolezione con la mia terza regionale ho fatto vedere loro il mio enorme gatto rosso. Da allora qualcuno ogni tanto durante le lezioni esclama “Prof. c’è un gatto dietro di lei!”. Oppure una volta due compagni di classe di una mia classe prima hanno iniziato a flirtare in chat. Credo che non si sentissero da un po’, ma ho dovuto dire loro di aprirsi una chatroom per parlare del loro desiderio di abbracciarsi. Immagino di fare una video-compilation con tutte le battute più stupide fatte in videolezione in questo periodo. Inoltre mi diverto a pensare a tutti i meme che si staranno creando sui professori in queste settimane.

  • Cosa pensa delle interrogazioni/verifiche online?

Sono molto perplessa a riguardo. Cercherò di puntare sulla capacità di rielaborazione, sulle riflessioni personali, sullo sviluppo del senso critico dato che avere davanti lo schema con i contenuti diventerà la norma.

  • In questo periodo il tempo dedicato al suo lavoro è aumentato o diminuito?

Eheheh fino a questa settimana è aumentato notevolmente. Ora finalmente sto trovando una mia dimensione e potrò mettermi in pari con le correzioni dei compiti. Ho trovato anche il tempo di dedicarmi a questa intervista.

  • In questo periodo è cambiato il suo modo di vedere la tecnologia?

No, ho sempre pensato che la tecnologia fosse uno strumento positivo nelle nostre vite. Se ancora non siamo capaci di usarlo in modo da valorizzarlo la responsabilità è nostra. Credo che questa esperienza insegnerà a tutti a vedere i lati positivi della tecnologia.

  • Terminato questo periodo cosa rimarrà nella sua didattica di ciò che di nuovo ha sperimentato?

Questa esperienza mi sta confermando che l’aspetto più importante della scuola è quello umano e relazionale. Anche nell’utilizzo della tecnologia mi rendo conto che tutti i nostri strumenti non sono nulla se al centro non c’è il valore del rapporto tra le persone. Dunque nel mio insegnamento mi impegnerò a far sì che questo aspetto non venga mai a mancare.

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