Coronavirus

Coronavirus a scuola – 15

Riflessioni, amore e compleanno ai tempi del Coronavirus.

Sabato 4 Aprile, giorno 25 di quarantena.

Sono sempre stata una ragazza che negli ultimi anni, ogni tanto, avevo bisogno di staccarmi dal mondo reale e di chiudermi nella mia cameretta, non per solo pochi giorni, ma per mesi interi… ed ora che sono costretta a stare chiusa nella mia casa mi sto rendendo conto, giorno dopo giorno, di quante cose mi sono persa, di quanto tempo io abbia sprecato, di quanta felicità mi sono privata e l’unica domanda che mi rimbomba nella testa da un mese ad oggi è solamente: ‘’perché?’’.

I miei pensieri superano la mia voce e mi rendo conto di quante cose io abbia dato per scontato come una semplice passeggiata, i miei parenti, i caffè presi al bar con i miei amici, gli insegnanti, la scuola, i miei compagni di classe, le serate alle feste, tutto questo mi manca. Non ho mai vissuto superficialmente la vita anzi forse qualche volta sono stata anche troppo tragica nell’affrontare determinate situazioni, ma questo per me significa crescere, cadere, sbagliare ma riprovarci sempre.

Il mio ragazzo vive a 860 Km da me, in Sardegna. Molto probabilmente penserete che io sia pazza, che sia una cosa impossibile, stupida ed insensata, lo so, lo pensavo anche io. Per questo motivo sono abituata alle distanze, alle mancanze, so cosa significa sentire quel senso di vuoto che ti divora lo stomaco e che solo una persona può colmare. Ogni momento, ogni attimo insieme a lui l’ho sempre vissuto al massimo, ogni singolo secondo, perchè so benissimo che quei momenti che passiamo insieme sono brevi. Il momento più straziante è quando devo partire o quando lui deve ripartire, sempre la solita storia: andiamo in aeroporto, io inizio a piangere appena vedo i cartelli che indicano la direzione per l’aeroporto e poi una volta entrati ci salutiamo e mentre vado via mi sento un dolore al petto enorme e mi volto per guardarlo un’ultima volta… un po’ come nei film, peccato che questo non è un film.

Ora non ci vediamo da due mesi, sarei dovuta partire il 7 marzo ma a causa della situazione hanno bloccato tutto, perciò sono qui, a casa mia e lui a casa sua. La sua mancanza ho imparato a gestirla bene, ci conosciamo da due anni e stiamo insieme da un anno, ma in questi giorni così vuoti, annoiati, i miei pensieri rimbombano nella mia testa e mi sento soffocare: solo sentirlo al telefono, vederlo in videochiamata mi fa male, ma allo stesso tempo bene.

Sono dell’idea che nulla accade per caso e che questa situazione stia accadendo per dei motivi e che dietro ogni singola cosa, anche la più insensata, c’è sempre una motivazione. Questa situazione ci servirà molto, perchè tante volte noi esseri umani siamo così stupidi che non ci rendiamo conto di tutto quello che abbiamo, di quante cose che non viviamo. Eravamo sempre attaccati al telefono, alla ricerca di qualche stupido video che ci facesse ridere, che ci facesse distrarre o semplicemente alla ricerca di qualcuno che ci ascoltasse perché nella vita reale non sempre qualcuno era disposto ad ascoltarci. Ci sentivamo felici quando aumentavano i nostri followers su Instagram e quando ricevevamo tanti like, quando in realtà bastava solo una giornata di sole con gli amici, con le persone che amiamo, con la nostra famiglia. Ci sentiamo vuoti perché ci manca la libertà, ma prima della quarantena non era tanto diverso, perché nonostante fossimo liberi avevamo gli occhi chiusi, dando per scontato che le cose più belle e speciali le avremmo avute per sempre e invece ora ci troviamo con le spalle al muro e dobbiamo riflettere, da soli, con i nostri pensieri. Quando questo finirà saremo persone nuove: guarderemo tutto con occhi diversi, sapremo finalmente abbracciarci, dirci ti voglio bene, guarderemo il mondo con occhi diversi, quasi avremo paura di lui, di come gli basti così poco per schiacciare noi, piccoli esseri umani. 

Torneremo con meno odio dentro e pronti ad amare un po di più, perchè senza l’affetto, senza l’amore, senza il contatto sociale, senza il contatto fisico non siamo nessuno e soprattutto, non abbiamo niente di vero, di reale. Ho cercato di fare molte cose in tutti questi giorni per non buttarami giù come è mio solito fare. Inizialmente ero una maniaca del pulito: mi è sempre piaciuto pulire e così iniziai a pulire tutta la casa. La scuola la stavo trascurando non sapevo come comportarmi, finché un giorno vidi un video su Instagram di Lucia Azzolina, la nostra ministra, dove incoraggiava tutti gli studenti dicendo davvero determinate parole che mi hanno colpita, spronata e così il giorno dopo ho ripreso a stare al passo con lo studio.

Passo 24 ore su 24 con il mio cane, mi sta sempre accanto, abbiamo un legame speciale e dato che i miei genitori non sono molto spesso a casa perchè lavorano in croce bianca come soccorritori, sto con lui e con mia sorella.

Il 23 marzo è stato il giorno del mio diciottesimo compleanno, avevo organizzato una bella festa insieme alla mia amica Elisa, ma per ora l’abbiamo posticipata al 13 giugno. Così la sera prima del mio compleanno alla mezzanotte ho stappato la bottiglia in videochiamata con i miei amici e il mio ragazzo. La mattina mi sono svegliata ho fatto videolezione e poi i miei genitori mi hanno fatta sedere sul divano e hanno fatto partire un video alla tv. In questo video c’erano tutti i miei parenti, i miei amici e il mio ragazzo che uno per uno mi facevano i loro auguri e dediche. Mi sono commossa, mi ha fatto davvero felice vederli tutti in quel video che racchiude tutte le persone che amo, ho riguardato quel video di 20 minuti per almeno 10 volte. Infine i miei genitori e mia sorella mi hanno regalato un ingresso nella camera della rabbia dove entri e rompi tutto quello che c’è. Ho sempre voluto farlo e lo farò con la mia migliore amica Giorgia. Nonostante la situazione, è stato un bel compleanno e non vedo l’ora di poter festeggiare insieme a tutti.

Una convinzione a cui sono giunta in questi giorni è che senza il mondo esterno, noi non siamo niente, mentre il mondo esterno senza noi può finalmente vivere libero.

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